Oggi scopriamo quali sono le bugie più comuni all’interno di un curriculum vitae e perché non ne vale mai la pena.

Quali sono le bugie più comuni nel CV

All’interno di un curriculum vitae spesso le persone tendono a inventare e falsare le varie informazioni nella speranza di avere maggiori possibilità di ottenere il posto di lavoro. Tra le bugie più comuni ci sono sicuramente quelle relative alle esperienze di lavoro pregresse. Si mente sulla posizione ricoperta, sulle mansioni e, di conseguenza, sulla paga.

Non è finita qui poiché le bugie più comuni riguardano spesso il titolo di studio che viene gonfiato appositamente ma un curriculum modificato può riguardare anche le competenze linguistiche, quelle informatiche e addirittura gli hobby e gli interessi. Tanti datori di lavoro e reclutatori conoscendo queste pratiche si rivolgono a un valido investigatore privato a Brescia che si occupa di investigazioni in ambito aziendale e professionale oltre a quello privato e familiare.

Perché non vale la pena mentire

Per quanto riguarda le persone che si candidano, non vale mai la pena mentire perché, come dice un vecchio detto popolare, le bugie hanno le gambe corte. Significa che prima o poi la verità viene a galla. Potrebbe essere davvero spiacevole ritrovarsi in una situazione in cui bisogna utilizzare le competenze millantate senza saperlo fare mettendosi in ridicolo e mettendo in imbarazzo l’azienda. Spesso capita nel momento in cui occorre comunicare in una lingua straniera dopo aver affermato di conoscerla fluentemente quando invece le competenze sono base e scolastiche. Chi mentre durante il colloquio di lavoro può ritrovarsi in una situazione in cui viene chiesto di ricoprire un ruolo e occuparsi di mansioni specifiche senza avere la minima idea di come fare. Non è un problema che si riflette solo e unicamente sul dipendente bugiardo ma sull’intera squadra di lavoro.

Diversi datori di lavoro conoscono la tendenza a mentire nei colloqui di lavoro e sul curriculum vitae perciò si rivolgono a un valido investigatore privato a Brescia che scopre la verità. è controproducente falsificare certe informazioni poiché possono diventare motivo di licenziamento, anche per giusta causa senza preavviso che impedisce alla persona licenziata di fare ricorso.

Di Grey